giovedì 28 novembre 2013

Nozze

Avrei la mia da dire. Ed è una mia che non ho mai pensato così chiaramente prima di incrociarmi con una coppia di uomini a far la spesa al supermercato. Io da sola col mio solito carrello di due metri cubi con biscotti, detersivi, alimentari in offerta. Loro due col cestello pieno di cose tipo salmone, vino buono, bagnoschiuma di marca. Dopo un po' di incroci nelle corsie, ci siamo ritrovati alla cassa. "Signora dove ha preso quella pianta?" "Terza corsia in fondo. Lei, invece, mi dice come si taglia e di cosa sa l'avocado?". Si devono essere sentiti guardati in modo normale perchè hanno cominciato a guardarmi in modo strano. Avrei voluto invitarli da Patti per un caffè. Avrei voluto chiedergli come fanno. Come fanno loro coi piatti sporchi coi i calzini. Ma anche esagerando, e a voler parlar di sesso come fate? Quando non ne avete voglia tutti e due? Eccetera, eccetera,eccetera.
Avrei sapere da loro se quell'amore gli basta o se "comunque tiri sai che la coperta è corta": il partito mio e di Ligabue. Avrei voluto parlare di loro di quel mistero che è l'amore. Che di sicuro, per come arriva a me non giustifica in niente". Sarà pure vero in guerra ma in amore non tutto è permesso.
Vabbè, tanto mica ho avuto coraggio di attaccar bottone. Li ho incontrati di nuovo al parcheggio: la loro macchina stava dietro alla mia: mi hanno guardato un po' interdetti perché ho fatto tre o quattro manovre in più di quelle auspicabili...