sabato 18 agosto 2012

Una storia perfetta

In genere il sabato è sempre da urlo, questo non promette di fare eccezione. Simone s'è alzato per andare al lavoro, dicendo come spesso fa: "Dormi, tu che puoi". "Davvero ho sposato uno che non mi conosce e non bada a quello che faccio?" ho pensato. Ho ricacciato il pensiero, che non ci si può dare alle seiequaranta di mattina e non gli ho neanche risposto: "Che cazzo dici, secondo te per il vitto e le pulizie viene la Protezione Civile????", ma un più pacato "Ti sbagli." Cento punti, ancora prima di scendere dal letto. Spettacolo di donna. Uno spettacolo di donna come me, dovrà pure mettersi il balsamo ai capelli per non sembrare una Medusa, la cattiva strega che si cela in lei anche mentre prepara i pancakes. Che comunque la domanda "Davvero l'ho sposato?" di prima mattina è salutare, poichè la risposta è sì e da una bella svegliata.
Visti dalla finestra della cucina i primi radi passanti sembrano fantasmi.Sono vecchi che il letto ha sbalzato giù e che portano al secchione la spazzatura. Intanto alle sette sono suonate le campane. Se anche oggi ci sei TU, voglio esserci anch'io.
L'ho guardato con tenerezza: dalle scarpe appena sgraffignate in punta, agli occhiali che Ale gli ha rotto. E' quello con lo zaino dell'Invicta che passava a prendermi in bicicletta. Abbiamo fatto il conto degli anni degli occhiali, nominando il 2006. Intanto la vita passa. Facendo colazione, borbottava fra se' "E' una storiaccia". "Ti riferisci alla nostra storia, vero?""No. Mi riferivo al clima che  c'è  al lavoro. La nostra storia è perfetta."Cento punti anche al mi' marito!

Nessun commento:

Posta un commento