giovedì 10 gennaio 2013

la protezione civile.

Sonno. Targhe alterne. Vari ed eventuali dolori romantici. Uscire alle sette col resto della truppa per accompagnare il mio ex fidanzato al lavoro eppoi riportare la macchina dove le è permesso di andare. Buio piovigginoso. Vabbè, accendiamo la radio, che magari c'è qualcuno della Protezione Civile. Mi diverte chiamarli così. Cantanti, canzoni di cantanti, che ti buttano giù dal caldo malatticcio delle tue coperte che puzzano di piedi. Mi metto a spippolare e scopro che i leoni in Africa sono in pericolo perchè sta scomparendo la savana. Mi dispiace per loro ma neanche noi siamo messi tanto bene. "Posasi in esso come fera in lustra...sennò ciascun desio sarebbe frustra". Poi becco la coda di un discorso del papa "I rapporti, specie quelli più intimi siano mossi dalla gratuità". Ecco. Come sempre il suo parlare in italiano mi fa venire in mente il dottor Birkmaier delle polpette di Bavaria di Fantozzi, ma minchia se ha stra ragione la nostra roccia! Una ragione affettuosa e invincibile. Rispippolo e trovo uno dei capi della Protezione Civile : Vasco che canta "Vivere o niente".
Sono arrivata da Patty, le prime sono le otto ma il buio continua a incombere. Mi viene in mente che sto entrando nella Vocazione di san Matteo della Cappella Contarelli. Uguale. Stesse facce. Noia dai cuori e dalla finestra. Eppure.

 

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